Domanda di: Giulietta Romano | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2026 Valutazione: 4.5/5
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Un infarto "leggero", caratterizzato da sintomi lievi, atipici o assenti, viene solitamente definito infarto silente o asintomatico. Nonostante la sintomatologia sfumata (spesso confusa con indigestione o stanchezza), si tratta di un vero attacco cardiaco con necrosi del tessuto miocardico, riscontrabile a posteriori.
Cos'è un infarto silenzioso? Un infarto cardiaco silente, noto anche come infarto miocardico silente, è un infarto che si verifica senza i classici sintomi tipicamente associati agli attacchi cardiaci, come dolore toracico, mancanza di respiro o sudorazione.
Negli ultimi anni l'infarto NSTEMI sta superando in frequenza lo STEMI e non va affatto considerato meno grave e meno pericoloso di quest'ultimo: in fase di follow-up, può addirittura comportare un rischio superiore in termini di re-infarto e di mortalità.
Si parla di infarto silente quando l'attacco cardiaco passa inosservato e il paziente può scoprirlo solo settimane o mesi dopo, spesso durante controlli di routine.
A poche ore o giorni dall'infarto, le complicanze più severe sono la comparsa di insufficienza cardiaca e di pericolose aritmie, che possono portare a un arresto cardiaco. Per questo motivo il paziente viene monitorato e dopo la stabilizzazione viene inserito in un programma di riabilitazione.