A Napoli Partenope era venerata come dea protettrice e si sviluppò il suo culto matriarcale. La città mutò nome da Parthenope in Palepolis (città vecchia) ed infine Neapolis (città nuova), ma ancora oggi viene appellata come città partenopea e partenopei sono detti i suoi abitanti.
Una e trina: Partenope, Palepoli e Neapolis. Il capoluogo partenopeo affonda le sue radici nell'antichità, tra leggende di sirene tentatrici e dominazioni di popoli, dai greci ai sanniti, che hanno contribuito a rendere la città così come è oggi e i cui resti delle antiche mura sono ancora visibili.
(gr. Παρϑενόπη) Una delle Sirene che, secondo una versione di una tarda leggenda, morì gettandosi in mare con le sorelle per l'insensibilità di Ulisse al loro canto; il suo corpo fu rigettato dalle onde alle foci del Sebeto, dove fu detta P. la città chiamata poi Neàpolis (Napoli).
L'etimologia del nome «Napoli» deriva dal termine greco Neapolis (Νεάπολις) che significa «città nuova», mentre la sua radice fa riferimento all'arrivo di nuovi coloni, dunque ad una epoikia. In realtà, fu un vero e proprio tratto distintivo dell'epoca greca.