I nomi dei mesi romani originari, prima delle riforme di Giulio Cesare e Augusto, erano Martius, Aprilis, Maius, Iunius, Quintilis (poi Iulius, luglio), Sextilis (poi Augustus, agosto), September, October, November e December. Originariamente, l'anno iniziava a marzo ed era composto da soli 10 mesi, con un periodo invernale non conteggiato.
Il calendario giuliano è un calendario solare, cioè basato sul ciclo delle stagioni. Fu elaborato dall'astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare (da cui prende il nome), nella sua qualità di pontefice massimo, nell'anno 46 a.C.
Ogni mese era diviso in tre periodi, ovvero Le Calende, cioè il primo giorno di ogni mese, le None, che cadevano intorno al 7 e le Idi, che corrispondevano al 15.
Fu l'ateniese Metone a elaborare nel 432 a.C. un sistema per mettere d'accordo i mesi lunari di 29,5306 giorni con gli anni solari di 365,2422 giorni. Metone ordinò in modo prestabilito mesi di 29 e di 30 giorni e anni di 12 e di 13 mesi.
Secondo la tradizione Romolo stabilì che l'anno avesse 10 mesi, ma Numa Pompilio lo portò a 12 mesi per farlo coincidere con l'anno solare. Furono fatti diversi tentativi per sincronizzare il calendario lunare con quello solare. Ciò nonostante nel primo secolo a.C. lo sfasamento era arrivato ad alcuni mesi.