Domanda di: Ing. Soriana Negri | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2026 Valutazione: 5/5
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In napoletano, "birra" si traduce comunemente con 'a birra, mantenendo il termine italiano ma con l'articolo determinativo femminile tipico ("a" al posto di "la"). In contesti colloquiali o per enfasi, si usa anche l'espressione "che birra", spesso resa con il marchio KBirr (pronunciato proprio "Che birra!" con accento napoletano).
In esclamazioni e invocazioni, M. mia!, M. santa!, di fronte a un improvviso pericolo, o per esprimere sentimenti varî, di delusione, scontento, impazienza, irritazione, ecc.; e come esclam. irriverente, di rabbia o di sfogo: basta, per la m.!; santo diavolone!
Nel 2016 allora nasce il marchio Kbirr, da pronunciarsi con l'accento napoletano che lo fa suonare come “Che birra!”, nel 2020 è il turno dell'impianto di produzione tarato per arrivare a produrre tra i cinque e i seimila ettolitri l'anno (nel 2023 sono stati comunque 3600).
KBirr deriva dall'esclamazione partenopea di gioia, che evoca l'immediatezza, la spontaneità e la passione di questa birra: “Caspita, che birr!” KBirr è la prima birra napoletana fatta con metodo artigianale, non filtrata e non pastorizzata.