Domanda di: Pietro Gentile | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
(71 voti)
Un apolide (dal greco a-polis “senza città”) è un uomo o una donna che non possiede la cittadinanza di nessuno stato. Sono circa 10 milioni gli apolidi nel mondo (si tratta di una stima, non esiste una cifra esatta).
Attualmente, in Italia, la cittadinanza viene riconosciuta per ius soli: – all'individuo “nato sul territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi” o, in base alla legislazione dello stato di appartenenza, non trasmettono la propria cittadinanza al figlio (art. 1 comma1, lett. b, L.
Si diventa apolidi: per origine, quando non si è mai goduto di diritti né mai sottoposti ai doveri di alcuno Stato; per derivazione a causa di varie ragioni, tutte conseguenti alla perdita di una pregressa cittadinanza e alla mancanza di una contestuale acquisizione di una nuova.
Non possono avere un lavoro, aprire un conto in banca, comprare una casa, sposarsi… A chi è apolide non viene riconosciuto il diritto fondamentale alla nazionalità, quindi non può godere dei diritti legati ad essa.
L'apolidia può essere originaria, se sussiste fin dalla nascita, o successiva, se tale condizione si verifica in un momento diverso, ossia quando la persona perde la cittadinanza che aveva precedentemente, senza acquisire quella di un altro Stato.