Il piemontese è una lingua romanza con vocaboli unici spesso derivanti dal latino o influenzati dal francese. Espressioni comuni includono "anduma" (andiamo), "eva" (acqua), e "prevòst" (parroco). Parole tipiche descrivono sensazioni come "sgiai" (disgusto/orrore) o modi di dire come "vanta gatijesse për rije" (bisogna farsi il solletico per ridere).
ABITARE IL PIEMONTESE #425 È raro che una persona piemontese dichiari vagh a deurme (vado a dormire); è più probabile che dica vagh a cogeme (vado a coricarmi).
"prevòst" in piemontese equivale a "parroco" ovvero un prete a cui è affidata una parrocchia. Prevost è il parroco, quello delle chiese di paese. Nome generico per chi non conosce le gerarchie.
"Bòita" inizialmente significava solo "scatola", ma da questo significato se ne sono originati degli altri per analogia o per specificazione. Si chiama "bòita" la cassaforte (soprattutto quelle portatili dei venditori ambulanti).