Domanda di: Ing. Lidia Gatti | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2026 Valutazione: 4.1/5
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In Alaska, a seconda della lingua indigena (come l'Inupiaq o lo Yup'ik) e del tipo di neve, si usano termini specifici piuttosto che una sola parola generica. Esempi comuni includono aput (neve al suolo), qana (neve che cade) e piqsirpoq (raffica di neve) Giovani Reporter.
Qui troviamo una parola, aput, che esprime “neve sul terreno”; un'altra, qana, “neve che cade”; una terza, piq-sirpoq, “raffica di neve”; e una quarta, qimuqsuq, “cumulo di neve ammucchiata dal vento”.
L'inverno in Alaska è lungo, freddo e con tanta neve generalmente da fine ottobre ad inizio aprile, quando le temperature iniziano ad alzarsi con l'arrivo della primavera. Per ammirare la neve e soprattutto l'aurora boreale, i mesi più indicati sono da novembre a metà marzo.
C'è un proverbio tra gli Inuit dell'Alaska (anche noti come Eschimesi) che dice pressapoco così "la neve insegna che tutti i passi nascono per l'ultimo, e che questo per ognuno degli altri".