Domanda di: Sig. Pierfrancesco Santoro | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
(45 voti)
La dichiarazione di unità collabente è una procedura catastale (tramite Docfa) per classificare un immobile in stato di grave degrado nella categoria F/2 (Fabbricato collabente), eliminando la rendita catastale e l'IMU, ma richiede una relazione tecnica dettagliata e documentazione fotografica dello stato di degrado, spesso con certificazione comunale di inagibilità, per attestare la totale inabitabilità e mancanza di capacità reddituale.
Per l'accatastamento di un'unità collabente sono necessari una perizia tecnica redatta da un professionista abilitato, una planimetria catastale aggiornata e una dichiarazione che attesti il degrado dell'immobile. La pratica viene presentata all'Agenzia delle Entrate per l'aggiornamento della classificazione.
Qual è la categoria catastale di un immobile collabente?
La categoria catastale della costruzione collabente è F/2, recante “Unità collabenti - fabbricati fatiscenti, ruderi, unità con tetto crollato e inutilizzabili”.
La cessione di terreni con unità collabenti è assoggettata ad aliquota IVA del 22%. È inoltre dovuta l'imposta di registro e l'imposta ipotecaria e catastale, in misura fissa pari a 200 euro ciascuna. È quanto stabilito dalla risposta dell'Agenzia delle Entrate del 7 novembre 2022 n. 554.
I Fabbricati “collabenti” secondo il MEF non scontano il pagamento dell'IMU ma resta il rischio contenzioso con i Comuni. Vengono definiti fabbricati “collabenti” gli immobili interessati da un evidente stato di degrado e fatiscenza che preclude la capacità dell'immobile stesso di produrre reddito.