La divisione di una casa cointestata tra fratelli può avvenire in modo amichevole tramite accordo, con atto notarile e spesso perizia tecnica, oppure giudizialmente in tribunale se non c'è consenso. Le opzioni principali includono la divisione in natura (frazionamento), l'assegnazione a un fratello con conguaglio in denaro per gli altri, o la vendita dell'immobile a terzi.
In questo caso, si può procedere con un atto notarile di divisione, eventualmente preceduto da una perizia tecnica per valutare l'immobile. Ad esempio, in caso di comproprietà tra fratelli, uno può ricevere la casa e l'altro il corrispondente valore in denaro.
Una delle opzioni più frequenti è la vendita della casa a un soggetto terzo. In questo modo si ottiene liquidità immediata, che viene poi suddivisa tra i coniugi in proporzione alle rispettive quote di comproprietà (di regola il 50% ciascuno, se non vi sono patti o percentuali diverse risultanti dall'atto di acquisto).
Se l'immobile è comodamente divisibile è necessario che questo venga suddiviso in due immobili mediante un titolo edilizio prima e catastale di frazionamento in un secondo momento al fine di creare due unità immobiliari.
Come si può uscire da una comproprietà tra fratelli?
Per uscire da una comproprietà tra fratelli, la soluzione più comune è l'accordo amichevole (vendita dell'intero bene e divisione del ricavato, acquisto delle quote altrui o vendita della propria quota rispettando la prelazione), ma se non si raggiunge l'intesa si può ricorrere alla mediazione obbligatoria e, in ultima istanza, alla divisione giudiziale in tribunale, dove il giudice può disporre la divisione fisica, l'assegnazione con conguaglio o la vendita all'asta, dopo aver verificato se il bene è divisibile e se esiste interesse all'acquisto da parte di uno dei fratelli.