Il gusto. Il sapore di un sushi di qualità deve risultare delicato e fresco, leggermente salino, senza retrogusti amari. Se il piatto lo prevede, assaggiatelo senza le salse (a volte il sushi può essere servito con salsa di soia o una puntina di wasabi fra il riso e il pesce).
Ricordate che un buon sushi non si spappola ma è ben compatto e facile da masticare. Se la masticazione sembra difficoltosa qualcosa non va bene. Altro passo fondamentale, per quanto vi piacciano la salsa di soia, il wasabi e le altre salse assaggiatene prima un boccone senza.
Se abbiamo modo di vedere il salmone intero, dobbiamo per prima cosa osservare la pelle: la pelle del salmone fresco è lucida, mentre se non è fresco è decisamente più spenta. La consistenza della carne del salmone, da fresca, deve risultare compatta, ben attaccata alla lisca ed elastica al tatto.
Se, però, vi avanza del sushi dalla cena potete conservarlo in frigorifero. Nel caso in cui contenga pesce crudo può essere conservato al massimo per 1 giorno. Meglio ancora se non oltre le 6 – 12 ore. Per fare un esempio il sushi avanzato a cena deve essere consumato entro al massimo il pranzo successivo.
Il sushi fresco non deve avere nessun odore, a parte quello molto delicato del riso ed eventualmente del wasabi (ma un sushi fatto a regola d'arte dovrebbe avere il wasabi a parte, non già inserito nel pezzo).