Viene ricavata da una miscela di legni differenti, le cui fibre vegetali (cellulosa) vengono sciolte fino a formare una pasta che verrà poi sottoposta a un processo di feltrazione ed essiccatura. Una volta completate queste operazioni, si presenta sotto forma di fogli sottili.
Il legno viene scortecciato e ridotto in piccoli pezzi, detti chip. Aggiungendo acqua, grazie a processi meccanici o chimici, la lignina viene sfibrata (fase di pulping) producendo così una polpa di fibre di cellulosa. Le fibre sono sottoposte a vagliatura e pulitura e, infine, mischiate con acqua.
I tronchi vengono ridotti in pezzettini (i cosiddetti chips), per poi essere bolliti, per sciogliere le fibre di cellulosa. Si ottiene così una pasta di cellulosa raffinata, la quale viene prima stesa, poi asciugata, calandrata, quindi pressata e arrotolata in grandi bobine.
Le fonti storiche attribuiscono l'invenzione della carta a Ts'ai Lun, un dignitario della corte imperiale cinese che nel 105 d.C. iniziò a produrre dei fogli di carta utilizzando brandelli di stoffa usata, corteccia d'albero e reti da pesca.
I fogli vengono impilati in un cosiddetto “postone” di sola carta, mentre i feltri vengono spazzolati e resi di nuovo pronti a riprendere la produzione. Ciascun foglio di carta fatto a mano viene a questo punto prelevato dal postone e steso all'aria per completare l'asciugatura.