Come si fa un prelievo venoso?

Domanda di: Dr. Gianantonio D'angelo  |  Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2026
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Il prelievo venoso è una procedura invasiva che prevede l'inserimento di un ago, solitamente nella vena cubitale mediana del gomito, per raccogliere campioni di sangue. La procedura corretta prevede l'uso di un laccio emostatico per massimo 60 secondi, disinfezione, puntura con l'ago a 10 1 0 - 20 ∘ 2 0 ∘ e utilizzo di provette sottovuoto (sistema Vacutainer).

Cosa non fare prima di un prelievo venoso?

Digiuno. Vi è accordo unanime sull'opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 – 12 ore. In questo periodo possono essere assunte solo modiche quantità di acqua e devono essere assolutamente escluse bevande zuccherate, alcolici, caffè, fumo.

Chi può fare i prelievi venosi?

Il prelievo venoso e/o capillare è considerato un'abilità riconosciuta a Medici, Ostetriche, Infermieri, Infermieri pediatrici e anche ai Biologi (Direttiva del Ministro Sirchia DIR/III/BIQU/OU 10014/2002 dove si prevede che i Biologi possano eseguire i prelievi capillari e venosi previa partecipazione a corsi ...

Qual è l'ordine delle provette per il prelievo venoso?

7) Seguire un ordine specifico di provette:

  • Provette per test coagulativi contenenti sodio citrato (tappo azzurro),
  • Provette di siero (tappo rosso e/o arancione),
  • Provette contenenti litio-eparina (tappo verde),
  • Provette contenenti EDTA (tappo viola),
  • Provette contenenti citrato e destrosio (tappo giallo),

Quale provetta si fa per prima?

L'ordine corretto di estrazione delle provette è il seguente: Provetta o flacone per emocoltura. Provetta con citrato di sodio. Provette per siero, comprese quelle con attivatore di coaguli e gel.

COME SI EFFETTUA UN PRELIEVO VENOSO? (H3 feat. Camplus Roma)