Come si fatturano gli infissi?

Domanda di: Ing. Enrica Fontana  |  Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023
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Fattura con beni significativi e parti staccate Il serramentista acquista un infisso a € 1.000,00 e lo rivende al prezzo finale di € 1.300,00. La posa opera ha un valore di € 100,00. In fattura dovrà specificare le seguenti voci per applicare correttamente l'IVA: Infisso (bene significativo): € 1.000,00.

Come fatturare gli infissi?

Le modalità di fatturazione

Questo perché, per gli infissi, l'IVA è al 10% su beni e servizi forniti in contemporanea all'installazione e su un'uguale quota del valore significativo del bene. Deve invece figurare al 22% l'IVA sulla quota residua dei beni significativi.

Quando si applica l'IVA al 10 sugli infissi?

IVA 10 infissi

Tutte le opere di urbanizzazione. Restauro e risanamento conservativo. Si tratta di un “ripristino e rinnovamento” e non di una semplice sostituzione, e serve un titolo abilitativo, ad esempio “CILA” o “SCIA”.

Quale è l'IVA sugli infissi?

– L'Iva si attesta al 10% in caso di interventi di restauro, ristrutturazione edilizia, risanamento conservativo o anche ristrutturazione urbanistica di edifici in possesso del titolo abitativo. In tutti i casi non compresi in questo elenco l'Iva su infissi della prima casa è sempre al 22%.

Quando IVA al 10% e quando al 22?

L'Iva al 10% si applica sulla differenza tra l'importo complessivo dell'intervento e il costo dei beni significativi (a – c = 10.000 - 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei beni (2.000 euro) l'Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

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