Domanda di: Sig. Akira Sanna | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2026 Valutazione: 4.2/5
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Don Abbondio si giustifica davanti ai bravi invocando la sua natura pacifica, la posizione di vittima e la necessità di evitare guai, cercando di persuaderli con tono mansueto. Spaventato dalle minacce di don Rodrigo, cerca di allontanare da sé la responsabilità del matrimonio, cedendo subito alla loro volontà.
Con quale motivazione don Abbondio si giustifica davanti ai bravi?
I bravi minacciano don Abbondio
Uno dei bravi lo apostrofa subito chiedendogli se lui ha intenzione di celebrare l'indomani il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, al che il curato si giustifica balbettando che i due promessi hanno combinato tutto da sé e si sono rivolti a lui come un funzionario comunale.
– Or bene, – gli disse il bravo, all'orecchio, ma in tono solenne di coman- do, – questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai. – Ma, signori miei, – replicò don Abbondio, con la voce mansueta e gen- tile di chi vuol persuadere un impaziente, – ma, signori miei, si degnino di mettersi ne' miei panni.
È un uomo codardo, pigro e schivo, che si sottrae davanti alle difficoltà e agli ostacoli che incontra. Il prete in un primo momento cerca di giustificarsi, allontanando da sé la responsabilità di tale scelta, tanto più che non ne ricaverà nessun guadagno, ma alla fine accondiscende alla volontà dei bravi.
Le frasi celebri di Don Abbondio, personaggio de I Promessi Sposi, riflettono la sua codardia, il suo opportunismo e la sua natura pavida, come il famoso "Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare!" e la domanda esistenziale "Carneade! Chi era costui?", ma anche espressioni sul suo sistema di vita basato sul quieto vivere e sul fuggire i guai, come "A un galantuomo, il quale badi a sé e stia ne' suoi panni, non accadono mai brutti incontri".