Nell'800, l'igiene femminile si basava principalmente su lavaggi parziali quotidiani con acqua fredda o tiepida e sapone, spesso usando una tinozza in camera da letto, poiché il bagno completo era raro e considerato un lusso. La pulizia avveniva con spugnature, mentre i capelli venivano lavati raramente e curati con oli, usando la lisciva (acqua e cenere).
L'unica fonte di calore era il camino e, senza un phon, bagnare i lunghissimi capelli era davvero rischioso. Durante i mesi più clementi i ricchi si lavavano in una tinozza, usando un sapone solido a cui venivano aggiunti degli oli profumati alla rosa o al mughetto e, per renderli lucidi, olio di semi di lino.
Ma sicuramente avevano un gabinetto, lavandini e una vasca da bagno. Anche i domestici probabilmente usavano i servizi igienici e facevano il bagno, anche se le loro strutture non erano forse così belle come quelle dei padroni di casa. Casa migliore = strutture migliori, comunque.
Attorno al XII secolo, saponi più solidi erano disponibili, preparati con grasso di montone, cenere di legna o potassa e soda naturale, spesso arricchiti con erbe aromatiche. Altre varianti contenevano olio d'oliva, soda e cedro. Le lavandaie utilizzavano anche soluzioni di lisciva e terra di argilla.
Verso la fine del 1800, i bagni domestici divennero una caratteristica comune nelle case delle classi sociali più abbienti. Ciò segnò una svolta significativa nel modo in cui le persone si prendevano cura dell'igiene personale e la produzione di vasche in ghisa smaltata e porcellana aumentò rendendole più accessibili.