Come si manifesta il rigetto di trapianto?

Domanda di: Samira Conte  |  Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023
Valutazione: 4.5/5 (62 voti)

Compare, generalmente, nei primi mesi dopo il trapianto. I disturbi (sintomi) che indicano la presenza di un rigetto acuto sono: malessere generale, tachicardia, febbre, nausea, vomito e, nei casi più gravi, segni clinici di scompenso cardiaco.

Cosa succede in caso di rigetto?

Il rigetto iperacuto si verifica pochi minuti o ore dopo il trapianto, e distrugge completamente l'innesto che deve essere immediatamente rimosso. Si tratta di una condizione oggi estremamente rara, perché può quasi sempre essere prevenuto mediante il cross matching dei tessuti.

Quali sono le principali complicanze che si manifestano a seguito di un trapianto?

Le infezioni che possono insorgere nei riceventi di trapianto includono le stesse che potrebbero insorgere in qualsiasi persona nel periodo post-operatorio. Includono l'infezione del sito chirurgico o dell'organo trapiantato, la polmonite e le infezioni delle vie urinarie.

Come curare il rigetto?

Qualora il trattamento non sia sufficiente a bloccare il rigetto, si somministra una seconda dose e/o si ricorre a trasfusioni di plasma. Non esistono terapie per il rigetto cronico, invece, e l'unica possibilità è eseguire un nuovo trapianto.

Qual'è la principale causa di morte nei trapiantati di organo solido dopo il primo anno di vita del trapianto?

Nei trapiantati di rene il 38% delle cause di morte è legato ad una patologia cardiovascolare spesso con rene ancora ben funzionante; nei trapianti sia di cuore che di fegato le patologie vascolari, dopo il primo anno di vita del trapianto, costituiscono una delle principali cause di morte.

Trapianto d’organo: che cos’è il rigetto e come evitarlo