Il test consiste nel proiettare sull'occhio del bimbo la luce che proviene da uno strumento chiamato oftalmoscopio. Questo test può essere effettuato dal pediatra o dall'oculista e talvolta può richiedere l'uso di un collirio per dilatare la pupilla: la dilatazione rende più evidente la presenza del riflesso rosso.
La visita oculistica pediatrica si compone di due fasi:
Valutazione ortottica;
esame obiettivo oculistico che prevede la dilatazione pupillare mediante l'installazione di gocce. Queste hanno lo scopo di svelare difetti refrattivi nascosti e permettono un'ottimale visualizzazione delle strutture oculari.
Bisogna verificare anche se il bambino strizza le palpebre per vedere meglio da lontano oppure se assume posture anomale durante la lettura o altre attività visive. Altri segnali che possono allarmare sono: mal di testa frequenti, lacrimazione abbondante, palpebre e ciglia ricoperte di secrezione.
L'acuità visiva o visus si misura in decimi. Più esattamente se seduti ad una distanza fissa dall'ottotipo (così si chiama il tabellone per l'esame visivo) riuscite a leggere 10 righe, avete dieci decimi, se ne leggete sei avete sei decimi e così via.
Ad un anno e mezzo/due approssimativamente raggiunge gli otto decimi e intorno all'età scolare i dieci decimi di vista anche se esiste una notevole variabilità, pur in situazioni perfettamente normali, come avviene in tutte le fasi di sviluppo dei bambini.