Domanda di: Joannes De Angelis | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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L'angioplastica coronarica è la procedura attraverso cui viene eseguita la dilatazione di un vaso sanguigno ostruito attraverso l'utilizzo di un palloncino che viene posizionato dove sussiste il problema e gonfiato così da ricreare lo spazio ottimale per lo scorrere del sangue.
Dopo l'angioplastica coronarica il paziente viene ricoverato per un giorno; durante il ricovero viene tenuta sotto controllo la frequenza cardiaca e la pressione, monitorando anche il braccio o l'inguine per eventuali emorragie. Dopo alcune ore, il paziente è in grado di camminare.
Anche se l'angioplastica coronarica è poco invasiva, come tutte le procedure chirurgiche comporta il rischio di complicazioni, che possono verificarsi nel corso del trattamento o successivamente. Le complicazioni più comuni sono emorragie o lividi nel punto in cui è stato inserito il catetere.
Il trattamento della cardiopatia coronarica può richiedere una procedura medica o un intervento chirurgico. Sia l'angioplastica che il bypass vengono usati per trattare arterie coronarie ostruite. Il trattamento verrà stabilito in base alle condizioni del soggetto.
Un catetere viene portato attraverso l'arteria radiale femorale fino all'origine della stenosi coronarica (il punto di restringimento dell'arteria), dove il palloncino viene gonfiato. In questo modo si rompe l'accumulo delle cellule che avevano creato la stenosi ed il flusso sanguigno migliora fino a normalizzarsi.