Domanda di: Dr. Ciro Leone | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Per capire se un vino è adulterato o contraffatto, bisogna analizzare etichetta, capsula e qualità organolettiche: errori di stampa sull'etichetta, capsule danneggiate, livelli del vino anomali, colore torbido o odori sgradevoli sono segnali d'allarme. Controllare la reputazione del venditore e la coerenza dei dettagli (annata, tappo) è fondamentale.
La prima cosa a cui prestare sempre attenzione è l'etichetta. Se ci sono errori o incongruenze nei dettagli, font non in linea con la comunicazione visiva della cantina o loghi disallineati potreste aver davanti con ragionevole certezza una bottiglia falsa.
La determinazione avviene mediante GC-FID (gascromatografia con detector a fotometria di fiamma). Il metanolo è riconosciuto come sostanza tossica ma fortunatamente le normali pratiche di vinificazione non permettono di raggiungere le dosi di metanolo dannose per l'organismo (DL50 = 350 mg/Kg di peso corporeo).
Quando un vino diventa torbido o crea una pellicola all'interno della bottiglia, è probabilmente il momento di sbarazzarsene. La torbidezza indica l'inizio di un'attività batterica all'interno della bottiglia. Come la frutta, anche i vini spesso si scuriscono con il tempo quando sono esposti all'ossigeno.
Quali sono i segnali che indicano che un vino non è più buono?
Nello specifico, per i vini bianchi, si verifica un ingiallimento marcato che potrebbe tendere al color ambrato o marroncino. Questo segnale potrebbe indicare che il vino è andato in contro al processo di ossidazione e che, quindi, non è più buono.