Il geco riesce a camminare su pareti verticali e soffitti grazie a milioni di microscopiche setole (setae) sotto le dita, che sfruttano le deboli forze di attrazione molecolare, note come forze di van der Waals, per aderire alle superfici. Questa struttura permette un'adesione eccezionale senza l'uso di muscoli, nervi o sostanze collanti, consentendo al geco di muoversi anche su vetri lisci e a testa in giù.
Per alcuni non vanno toccati perché portano fortuna, altri invece ne sono spaventati e preferiscono cacciarli di casa. Stiamo parlando dei gechi, dette anche “tarantole”, animali molto comuni nel periodo estivo, ma totalmente innocui.
Questi rettili sono dotati di una straordinaria capacità: restano attaccati alle pareti verticali senza utilizzare muscoli o nervi. Quindi, non c'è proprio pericolo che cadano o che perdano l'equilibrio all'improvviso.
I rettili non possiedono molte delle vie di manifestazione del dolore tipiche dei mammiferi. Non ululano, non guaiscono e non attirano altrimenti l'attenzione su di sé. La differenza potrebbe dipendere dal diverso percorso evolutivo delle specie.
I gechi riescono a camminare sulle pareti verticali, su vetri lisci e perfino sui soffitti grazie a milioni di minuscoli lamelle molto sottili, chiamate setole (o setae), presenti sulle loro zampe.