Un altro personaggio molto frequente è San Francesco. Non è difficile identificarlo: è vestito con il saio marrone, ha una cordone alla vita e i capelli con la tonsura (cioè la rasatura della parte superiore della testa). Sulle mani può avere le stimmate e può tenere un teschio in mano se è raffigurato in meditazione.
Il trucco più semplice per riconoscere i Santi è osservare gli oggetti che tengono in mano e a cui sono collegati. San Giorgio, essendo il Santo Guerriro, è sempre rappresentato (sia nelle statue che nei quadri) insieme alla sua spada e al suo scudo, spesso indossa proprio un'armatura.
L'affresco noto come Il dono del mantello, il secondo del ciclo, è forse il più antico fra i riquadri. Rappresenta un Francesco giovane e imberbe che, sceso da cavallo, dona il proprio mantello a un cavaliere nobile ma povero.
Il 4 ottobre si celebra la festa di Francesco di Assisi, uno dei santi più amati del mondo, “il poverello” per eccellenza, simbolo di pace, mansuetudine, generosità, un vero e proprio simbolo per i cattolici, al punto che anche il Papa in carica, per la prima volta nella storia, ha voluto assumere il suo nome.
Francesco iniziò una nuova vita, un lungo cammino di privazioni e di aiuto verso i più deboli e i diseredati. Vestito solo di stracci e sofferente per la fame, viaggiava predicando la bellezza del creato e la grandezza di Dio. Le sue parole raccontavano l'amore profondo per tutte le cose, uomini, animali e piante.