La forma c'è invece è la forma contratta del costrutto ci è: in quanto tale, ha al suo interno una forma verbale (il verbo essere alla terza persona singolare del presente) che fa da reggente e non ha bisogno di altri verbi nello stesso periodo. Esempi: Oggi c'è (ci è) brutto tempo.
è la forma contratta di CI È, ovvero la particella CI + la terza persona singolare del verbo ESSERE. ESEMPI:
ESEMPI:
In questo caso il CE può sostituire il pronome personale, ad esempio “A NOI”. Il NE è una particella pronominale in quanto non contiene il verbo essere.
La forma estesa sarebbe appunto ci è, ma la i cade e viene sostituita dall'apostrofo: c'è. Si tratta della terza persona singolare dell'indicativo presente del verbo essere. Esempio: C'è tua sorella (Qui e ora è presente tua sorella, è qui). Esempio: Stasera c'è la luna piena.
In questo caso, siamo di fronte alla forma alternativa del pronome “ci” seguito dalla particella pronominale “ne”, e si utilizza per evitare ripetizioni. Entrambe le parole sono prive di accento e apostrofo. ESEMPIO: Prendi altre caramelle, ce ne sono ancora.
Questa è la grafia corretta quando l'espressione indica possesso e si riferisce a qualcosa già nominato in precedenza per evitare la ripetizione. La forma non contratta è “ce lo ho”, in cui “ce” è una trasformazione della particella “ci” per esigenze fonetiche di fronte a lo, la, li, le.