Usato come verbo copulativo è più frequente di restare quando il predicato è rappresentato da un participio passato in funzione verbale: è rimasto abbandonato da tutti; rimase mortalmente ferito; è rimasto ucciso sul colpo (in usi fam., anche assol. c'è rimasto sul colpo; e con immagine più cruda: è rimasto secco).
[cor-rèt-to] agg. 1 Che non presenta errori SIN esatto, giusto: esecuzione c. 2 Ineccepibile per lealtà; irreprensibile, educato, anche solo formalmente: persona c.
Al verbo “rimanere” è legata un'idea di tempo, a “restare” un'idea di luogo, anche se ormai, nel parlare comune, i due verbi possono considerarsi sinonimi.
le forme rimanerci e restarci si usano in contesti familiari e significano essere sbalordito, ma se il verbo è al passato prossimo è più comune usare rimanere: quando gliel'ho riferito, lui c'è rimasto oppure, sempre in contesti familiari, può significare morire all'improvviso: gli ha preso un colpo e ci rimase.