Come si spiega l'emissione di luce da parte della materia secondo il modello atomico di Bohr?
Domanda di: Giovanna Longo | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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L'ipotesi di Bohr sulla struttura dell'atomo spiega naturalmente perché gli spettri di emissione degli atomi sono spettri discontinui, a righe: ogni riga corrisponde a un ben determinato valore di energia, che a sua volta corrisponde alla differenza di energia fra due orbite.
Quando viene assorbita energia un elettrone si muove da uno stato a più bassa energia verso uno stato a più alta energia. Viene emessa luce quando un elettrone decade da un livello a più alta energia verso un livello a più bassa energia.
Il modello atomico di Bohr presentò presto tutti i suoi limiti: non era applicabile ad atomi con molti elettroni e non spiegava gli spettri atomici in presenza di un campo magnetico. Le contraddizioni emerse in questo modello erano dovute all'inadeguatezza delle leggi della meccanica classica.
In base alle teorie di Rutherford, Bohr pubblicò il suo modello della struttura atomica, introducendo la teoria secondo cui gli elettroni si muovono in orbite ben definite, che corrispondono ai diversi stadi di energia intorno al nucleo dell'atomo.
Perché il modello di Bohr riesce a spiegare lo spettro a righe dell'atomo di idrogeno?
In secondo luogo, questo modello è il primo che riesce a dare una spiegazione al fenomeno delle righe spettrali: ogni elemento assorbe ed emette luce a ben definite frequenze, generando uno spettro di assorbimento od emissione a righe, da cui il nome righe spettrali.