Il veleno dei serpenti non si "toglie" dal corpo della vittima, ma viene neutralizzato mediante la somministrazione di siero antiofidico specifico, prodotto solitamente tramite animali (cavalli). Il trattamento medico, spesso effettuato tramite emodialisi o emoperfusione per casi gravi, mira a bloccare le tossine nel sangue. Non bisogna incidere, aspirare o usare lacci emostatici.
Il siero antiofidico, utilizzato per prevenire e combattere gli effetti prodotti dal veleno inoculato da vari serpenti (crotalidi, viperidi e alcuni colubridi), è prodotto a partire dal sangue di grandi animali, come i cavalli, che producono anticorpi specifici contro il veleno inoculato nel loro organismo.
Dal veleno di serpente arriva un farmaco antipiastrinico. Un farmaco che utilizza una proteina derivata dal veleno di vipera potrebbe ridurre la formazione di coaguli di sangue senza effetti collaterali. In questo articolo: Come agiscono gli antipiastrinici?
Quindi ecco la tua risposta. Il secondo motivo per cui i serpenti non muoiono dal loro stesso veleno è che i serpenti producono il loro antidoto, che è una medicina che li protegge dal veleno.
I trattamenti più comuni sono l'emodialisi e l'emoperfusione con carbone attivo. Nell'emodialisi si utilizza un rene artificiale (dializzatore) per filtrare i veleni direttamente dal sangue.