Domanda di: Dr. Piccarda Palmieri | Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2023 Valutazione: 4.5/5
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Tra queste possiamo riconoscere la dopamina, che provoca nel fumatore un senso di gioia e gratificazione; la norepinefrina, che riduce l'appetito e ha effetto eccitante; le endorfine, che provocano un rilascio della tensione e una diminuzione dell'ansia; l'acetilcolina, che ha sempre effetto eccitante; e la serotonina, ...
La risposta è tutt'altro che scontata: fumare aiuta a placare i sintomi di astinenza. Ansia, irritabilità, mal di testa e nausea sono infatti solo alcuni degli effetti che il corpo avverte in seguito all'interruzione di una sostanza da cui si è dipendenti.
Il fumo combatte la perdita di efficienza che si verifica nell'esecuzione di lavori monotoni e ripetitivi. Insomma, secondo Whitby, il fumo calma gli ansiosi, stimola i depressi, aumenta la capacità di sopportare il dolore, aiuta contro l'obesità, favorisce l'attività intellettuale e può persino allungare la vita.
La nicotina, infatti, agisce su alcuni specifici recettori cerebrali e provoca il rilascio di dopamina, l'ormone del buonumore, dando una sensazione di leggero benessere e rilassamento.
La nicotina stimola indubbiamente alcuni neurotrasmettitori, come l'acetilcolina e il glutammato, che aiutano l'attenzione. Un fumatore, dunque, subisce una stimolazione di questi neurotrasmettitori, per cui il suo cervello si abitua ad avere sprint che, tuttavia, durano poco.