Domanda di: Ing. Jelena Cattaneo | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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In un acquedotto romano l'acqua si muoveva dalla sorgente in direzione della città o comunque del punto di destinazione di approvvigionamento dell'acqua, attraverso la forza di gravità che veniva impressa grazie alla pendenza. La struttura dell'acquedotto funge, in sostanza, da scivolo lungo tutto il suo tragitto.
Come fa l'acquedotto romano a trasportare l'acqua?
L'acqua si muoveva in direzione della città grazie a nessun'altra forza se non quella di gravità, cioè l'acquedotto agiva da continuo scivolo per tutta la distanza che separava le sorgenti dal punto del suo sbocco.
Gli acquedotti trasportavano l'acqua su lunghe distanze utilizzando solo la gravità. Affinché il tutto funzionasse, l'acquedotto doveva essere costruito con estrema precisione. Alcuni acquedotti romani hanno una pendenza di appena un piede o due per miglio secondo l'US Geological Survey.
Come arriva l'acqua nelle nostre case? Dopo esser stata prelevata dalle falde e trattata mediante il processo di potabilizzazione, l'acqua viene immessa in pressione alla rete di distribuzione, in modo che possa raggiungere tutti gli utenti del servizio.
I pozzi cosiddetti romani o artesiani erano diffusi in tantissimi punti della città dove la falda freatica assicurava approvvigionamenti costanti e abbondanti. Là dove il sottosuolo non era così munifico, l'acqua arrivava attraverso gli acquedotti e le successive canalizzazioni.