Domanda di: Alberto Guerra | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Lo storico greco Erodoto (V secolo a.C.) definì l'Egitto "un dono del Nilo", alludendo al fatto che la maggior parte del territorio egiziano è desertica e solo lungo la valle e il delta del grande fiume, oltre che nelle oasi, è possibile l'insediamento umano.
Perché l'Egitto è stato definito un dono del Nilo?
Lo storico greco Erodoto, vissuto nel V secolo a.C, definì l'Egitto " il dono del Nilo". Con questa espressione l'autore delle "Storie" intendeva marcare la straordinaria importanza rivestita da questo fiume nella vita e nella cultura del popolo egizio.
Ogni volta che si nomina l'Egitto la prima cosa a cui si pensa sono sicuramente loro, le tre grandi piramidi di Cheope, di Chefren e di Micerino, che svettano dietro la periferia del Cairo.
Governata dal 29 a.C. da un prefetto dell'ordine equestre, il praefectus Alexandreae et Aegypti, munito di imperium delegato dal principe. All'inizio del IV secolo, l'Egitto divenne una diocesi e fu diviso in sei province, Aegyptus, Augustamnica, Heptanomis (poi Arcadia), Thebais, Alto-Egitto e Basso Egitto.
Secondo gli Egizi, il faraone era un dio che discendeva dal cielo per regnare su di loro, e proprio per questa ragione si consideravano un popolo eletto.