Nell'antichità i berberi erano noti sotto varie denominazioni: gli antichi egizi conoscevano i ṯḥnw (menzionati dal "Re Scorpione" dell'età predinastica, intorno al 3000 a.C.), i ṯmḥw, i Rbw e i mšwš (questi ultimi due probabilmente da leggere rispettivamente Libu, ovvero i "Libi", e Mashuash).
Il nome "Berberi" diffuso in Europa non risale agli stessi indigeni ma agli Arabi, che, conquistando quelle regioni, chiamarono "al-Barbar" tutte le popolazioni non di origine coloniale, che vi trovarono.
I berberi sono una popolazione originaria del Nordafrica, la cui presenza nella zona è largamente testimoniata prima ancora dell'islamizzazione e arabizzazione del Maghreb ('Occidente' in arabo) e dell'ultima grande parentesi del colonialismo occidentale.
Gli Imazighen, letteralmente “Uomini liberi”, in Occidente meglio noti come Berberi (dal francese bèrbèr, storpiatura della parola araba barbar, ovvero barbari), sono quell'insieme di popoli di lingua tamazight che abitano buona parte del deserto del Sahara e del Nord Africa.
Termine che, con il significato di «uomo libero», designa i berberi nella loro lingua (la quale è detta tamazight) ed è ormai invalso nell'uso rispetto a quello classico, derivante dal greco con il significato di «barbaro».