Come viene pagata la malattia in busta paga?
Domanda di: Dr. Evangelista Costa | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2026Valutazione: 4.7/5 (9 voti)
La malattia in busta paga è solitamente anticipata dal datore di lavoro e poi conguagliata con l'INPS. I primi 3 giorni (carenza) sono spesso a carico dell'azienda, mentre dal 4° giorno interviene l'INPS (50% della retribuzione fino al 20° giorno, 66,66% dal 21° al 180°), salvo integrazioni previste dal CCNL.
Quando la malattia viene pagata al 100%?
La malattia viene pagata al 100% principalmente nei primi 3 giorni (periodo di carenza), a carico del datore di lavoro, se previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). Tuttavia, i lavoratori del pubblico impiego (statali) godono di condizioni più vantaggiose, con retribuzione piena per i primi 9 mesi, mentre per i privati, spesso l'INPS copre una percentuale (50% e 66,66%) dopo i primi giorni, con il datore di lavoro che può integrare fino al 100%.
Come funziona il pagamento dei giorni di malattia?
Come già detto, i primi 3 giorni di solito sono a totale carico dell'azienda, mentre per il periodo successivo, in linea di massima, si prendono in considerazione i seguenti parametri: Primi 20 giorni di malattia (successivi al terzo) = 50% della retribuzione media giornaliera.
Quanto viene retribuita la malattia in busta paga?
50% della retribuzione media globale giornaliera percepita dal lavoratore nel periodo mensile scaduto e immediatamente precedente l'inizio della malattia, per i primi 20 giorni; 66,66% ( 2/3) della retribuzione media giornaliera di cui sopra, dal 21° giorno.
Quando sei in malattia vieni pagato di meno.?
Sì, in malattia si prende meno rispetto allo stipendio normale, ma l'importo esatto dipende da vari fattori come la durata dell'assenza, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e le integrazioni aziendali, ma in generale l'INPS eroga un'indennità del 50% della retribuzione per i primi 20 giorni (dal 4° al 20°), che sale al 66,6% dal 21° giorno, con i primi 3 giorni spesso coperti dal datore di lavoro (con variabilità contrattuale).
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