Domanda di: Dr. Gelsomina Costantini | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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Da queste ricerche è emerso che i gamers riescono ad avere prestazioni migliori rispetto ai non giocatori in alcune funzioni cognitive e sembrano avere un maggior volume di materia grigia, ovvero lo strato cerebrale esterno deputato all'elaborazione delle informazioni.
I risultati dimostrano che i videogame cambiano la struttura e il modo di operare del cervello. Innanzitutto potenziano le aree cerebrali deputate all'attenzione, rendendole più efficienti e reattive agli stimoli: di conseguenza migliorano sia l'attenzione selettiva che quella sostenuta nel tempo.
Nei giocatori patologici vi è una sottoregolazione del sistema serotoninergico che comporta una compromissione dei processi di inibizione e gratificazione. L'aspetto complementare alla conseguente disinibizione è quello di un'aumentata spinta motivazionale verso il comportamento d'abuso, denominata craving.
I rischi dell'uso eccessivo di videogiochi sono: isolamento e tendenza all'introversione: i videogiochi tendono a sostituirsi ai rapporti personali e alle relazioni sociali. difficoltà scolastiche per il tempo sottratto allo studio: si riduce la concentrazione e ci si distrae a causa del desiderio di giocare.
È stato dimostrato che giocare ai videogiochi può stimolare e migliorare diverse abilità cognitive: risoluzione dei problemi, capacità di passare in poco tempo da un'attività all'altra, velocità di elaborazione delle informazioni. Per tale ragione, possono essere utilizzati anche per scopi educativi e terapeutici.