Cosa cambia dal 1 gennaio 2025 per le associazioni?

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Dal 1° gennaio 2025 (con alcune normative pienamente in vigore dal 2026), le associazioni in Italia, inclusi Enti del Terzo Settore (ETS) e associazioni sportive (ASD), avranno nuove regole fiscali: il passaggio dall'esclusione all'esenzione IVA per le attività verso i soci. Sarà necessario aprire la partita IVA, emettere fatture elettroniche o scontrini per corrispettivi specifici e gestire la contabilità.

Cosa cambia dal 2025 per le associazioni?

Dal 1° gennaio 2025 invece, salvo ulteriori proroghe o rettifiche normative, tutte le associazioni di qualsiasi tipologia - indipendentemente dal volume della propria attività e dalla loro iscrizione al RUNTS - avranno l'obbligo di apertura Partita IVA, fatturazione, registrazione delle proprie fatture e gestione della ...

Cosa cambia per le associazioni dal 1 gennaio 2026?

Dal 1° gennaio 2026 entreranno in vigore importanti novità fiscali per le associazioni senza scopo di lucro, comprese le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) e gli ETS (Enti del Terzo Settore). La riforma prevede il passaggio dall'attuale regime di esclusione IVA al regime di esenzione IVA *.

Cosa cambia per le associazioni senza scopo di lucro?

Le Associazioni che non saranno iscritte al RUNTS non potranno più quindi decommercializzare i corrispettivi specifici incassati dagli iscritti né applicare il regime previsto della L. 398/91, al netto della libertà legata ai mancati obblighi di comunicazione ed aggiornamento dei dati al Registro.

Cosa cambia per le associazioni con la riforma del Terzo Settore?

Le reti associative devono essere iscritte nel Registro unico nazionale del Terzo settore; a differenza degli altri Ets possono iscriversi contemporaneamente in più sezioni del registro. Sono riservate alle reti associative particolari prerogative previste per gli Ets in esse associati.

Le Associazioni e il nuovo obbligo della partita iva dal 1° gennaio 2025

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Cosa cambia nel 2026 per il Terzo Settore?

Con la pre‑autorizzazione dell'Unione Europea arrivata il 7 marzo 2025, diventano finalmente operative le norme fiscali contenute nel Titolo X del Codice del Terzo Settore (CTS), finora sospese. Il 2026 segna dunque la fine del regime transitorio per le ONLUS, gli ETS e le associazioni.

Quali sono le associazioni che rientrano nel Terzo Settore?

Chi sono i soggetti del Terzo settore? Il Terzo settore include una molteplicità di soggetti, tra i quali: associazioni di volontariato, cooperative sociali, organizzazioni non governative, associazioni sportive dilettantistiche, imprese sociali, società di mutuo soccorso, enti religiosi civilmente riconosciuti.

Come guadagnano le associazioni senza scopo di lucro?

Per generare entrate con un'associazione no-profit si combinano principalmente donazioni (individuali, aziendali, crowdfunding), sponsorizzazioni, attività istituzionali (quote associative, servizi/corsi a pagamento per soci) e iniziative di raccolta fondi (eventi, vendita di gadget), facendo attenzione alle normative fiscali, specialmente per le attività commerciali marginali o occasionali. La chiave è diversificare le fonti di finanziamento, rimanendo sempre fedeli alla missione sociale e sfruttando canali online (social media, piattaforme di crowdfunding) e offline (eventi, partnership).

Chi controlla le associazioni senza scopo di lucro?

IL CONTROLLO DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE SUGLI ETS. All'Agenzia delle Entrate è riservata un'autonoma attività di controllo sugli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, ai fini dell'applicazione delle norme sul particolare regime fiscale previsto dal Codice del Terzo Settore.

Le associazioni devono iscriversi alla Camera di Commercio?

Come abbiamo visto, per le associazioni no-profit non esiste alcun obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio Italiana. Tuttavia, alcune associazioni senza scopo di lucro decidono volontariamente di effettuare l'iscrizione, principalmente con finalità pubblicitarie volte a far conoscere le proprie attività.

L'iscrizione al RUNTS è obbligatoria?

L'iscrizione al RUNTS non è obbligatoria per tutti gli enti, ma diventa di fatto necessaria per chiunque voglia ottenere la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) e accedere ai relativi benefici fiscali, amministrativi e alle agevolazioni previste dal Codice del Terzo Settore (CTS), come bandi pubblici e finanziamenti europei; chi non si iscrive resta un ente non profit "fuori registro", con regole ordinarie e senza i vantaggi ETS. Per alcune categorie, come le ONLUS, la mancata iscrizione comporta serie conseguenze, inclusa la devoluzione del patrimonio accumulato. 

Che fine faranno le Onlus?

In generale, le Onlus che sceglieranno di iscriversi al Runts acquisiranno una nuova qualifica (Odv, Aps, impresa sociale, ecc.) e saranno soggette al relativo regime fiscale. Gli enti che restano fuori dal Runts, invece, saranno disciplinati dal Codice Civile e dal Tuir, come enti non commerciali o commerciali.

Quando un'associazione deve fare la dichiarazione dei redditi?

Il prossimo 30 novembre scade il termine per l'invio della dichiarazione dei redditi e dell'Irap: a tale adempimento possono essere soggette anche le associazioni e gli altri enti non profit in quanto enti non commerciali.

Quanto costa cambiare lo statuto di un'associazione?

QUANTO COSTA FARE UNA MODIFICA STATUTARIA? Se l'ente è un'associazione da Codice Civile, questa sarà soggetta agli oneri dell'imposta di registro di euro 200,00 e all'imposta di bollo (che si attesta sui 16,00 euro ogni 100 righe o ogni 4 pagine).

Il presidente di un'associazione può essere pagato?

Su questo tema c'è molta confusione e molti professionisti (specialmente commercialisti) negano questa possibilità. Diversamente, confermiamo che è assolutamente possibile per un presidente, o amministratore di un ente no profit, percepire una remunerazione per l'attività svolta.

Cosa cambia per le associazioni nel 2025?

Dal 1 gennaio 2025 sarà obbligatorio per le associazioni che svolgono attività di vendita di prodotti e servizi aprire una partita IVA, tenere le scritture contabili e fare la dichiarazione dei redditi.

Le associazioni pagano le tasse?

Le associazioni e le società sportive dilettantistiche sono soggetti passivi di imposta che devono rispettare le regole di determinazione delle imposte tipiche degli enti non commerciali: a favore di questi ultimi sono previste alcune normative fiscali di vantaggio per le attività commerciali che pongono in essere.

Quanto costa l'iscrizione al RUNTS?

La presentazione della domanda di iscrizione/cancellazione al RUNTS non richiede alcun costo a carico dell'Ente.

Chi risponde penalmente in un'associazione?

1710 c.c.). Quindi gli amministratori sono responsabili nei confronti dell'associazione se i danni da loro causati sono direttamente riconducibili alla loro condotta e se questi derivano dall'inadempimento di un obbligo previsto dalla legge o dallo statuto associativo.

Cosa cambia dal 2026 per le APS?

Il nuovo art. 86 CTS consente a ODV e APS che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito ricavi fino a 85.000 euro di applicare un coefficiente di redditività estremamente ridotto: 1% per le ODV, 3% per le APS.

Le Onlus rientrano nel Terzo settore?

Le Onlus hanno rappresentato per anni una delle forme più diffuse di enti del Terzo Settore in Italia, impegnate in attività di solidarietà sociale, assistenza, cultura, sanità e tutela dei diritti civili.

Quali sono gli adempimenti fiscali delle associazioni del Terzo settore?

Gli enti del Terzo settore devono depositare i rendiconti (anche delle eventuali raccolte pubbliche di fondi), bilanci, relazioni di bilancio nel registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) entro il 30 giugno di ogni anno (per il 2024, il 1° luglio).