Domanda di: Ing. Ercole Sanna | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2026 Valutazione: 4.3/5
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Nel 2025, il regime forfettario manterrà il limite di ricavi a 85.000€, ma introdurrà cambiamenti come l'aumento a 35.000€ del limite di reddito da lavoro dipendente/pensione per l'accesso, l'eliminazione della Certificazione Unica (CU) per i compensi ricevuti e la possibilità di emettere fatture semplificate per importi superiori a 400€.
Chi possiede i requisiti previsti dalla legge e aderisce al regime forfettario nel 2025 può usufruire di una tassazione sostitutiva dell'Irpef. In particolare, ai redditi generati dall'attività si applica un'imposta unica o flat tax del 15%, già prevista negli anni precedenti e confermata anche per il 2025.
A partire dall'anno d'imposta 2025, i professionisti in regime forfettario non riceveranno più la Certificazione Unica (CU). Questa semplificazione deriva dal fatto che l'Agenzia delle Entrate ha già accesso ai dati rilevanti tramite le fatture elettroniche emesse.
Fino a oggi il limite fatturato per il regime forfettario è stato ritoccato più volte. Negli anni scorsi si parlava di abbassarlo, ma con la Legge di Bilancio 2023 e le modifiche annunciate per il 2025 è stato confermato a 85.000 €, con la soglia di salvaguardia a 100.000 €.
Quali sono le novità per la partita IVA forfettaria nel 2026?
Dal punto di vista delle imposte, il regime forfettario 2026 conferma le aliquote già in vigore: imposta sostitutiva al 5% per le nuove attività, applicabile per i primi cinque anni. imposta sostitutiva al 15% per tutte le altre partite iva in regime forfettario.