Nel 2026, per le pensioni anticipate precoci, il requisito resta di 41 anni di contributi per gli uomini e le donne, senza l'adeguamento all'aspettativa di vita fino a fine 2026, ma con l'obbligo di almeno 12 mesi di lavoro prima dei 19 anni e la decorrenza con una finestra mobile di 3 mesi (5 per alcuni settori pubblici), mentre Quota 103 e Opzione Donna sono soppresse. Confermati i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) e il "Bonus Giorgetti" per chi resta al lavoro, ma si punta a una riduzione delle uscite anticipate, focalizzandosi sulla pensione anticipata ordinaria e la quota contributiva.
La pensione lavoratori precoci, cosiddetta Quota 41, coinvolge coloro che hanno maturato i requisiti richiesti per l'accesso al pensionamento entro il 31 dicembre 2024. I lavoratori devono presentare la domanda di certificazione del diritto entro il 1° marzo 2024.
Quali sono i requisiti per andare in pensione nel 2026?
I requisiti sono:
64 anni di età
20 di contributi versati (non figurativi)
importo minimo dell'assegno pari a 3 volte l'assegno sociale oppure 2,8 volte per le donne con 1 figlio e 2,6 volte per le donne con almeno 2 figli( dal 2030 l'importo soglia salirà a 3,2 volte)
La {Quota 41 per tutti} non è ancora realtà ma è in fase di studio per il futuro, con ipotesi che la inseriscano nel 2025 o nel 2026 come sostituzione della Quota 103, una Quota 41 flessibile che permetterebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età, ma potrebbe includere penalizzazioni o restrizioni per controllare i costi, dato che la versione "pura" senza limiti è troppo costosa per lo Stato. Attualmente, la pensione anticipata ordinaria richiede più contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 per le donne) senza età minima, ma la {Quota 41 per precoci} rimane una possibilità.