Dal 1° luglio 2026, il TFR subirà una svolta verso la previdenza complementare con l'adesione automatica (silenzio-assenso) per i nuovi assunti: entro 60 giorni dall'assunzione, il TFR andrà automaticamente al fondo pensione di categoria se non si esprime una scelta contraria. Il limite di deducibilità fiscale dei contributi aumenterà a €5.300.
Nel 2026 cambiano le regole del TFR: per i neoassunti dal 1° luglio, in caso di silenzio, il TFR finirà automaticamente in un fondo pensione. Per le aziende, si allarga progressivamente l'obbligo di versamento al Fondo Tesoreria INPS (prima a 60 dipendenti, poi a 40 nel 2032). Aumenta inoltre il limite di deducibilità fiscale per i contributi alla previdenza complementare (da 5.164,57€ a 5.300€).
Cosa cambia per il TFR nei fondi pensione dal 1° luglio 2026?
Cosa cambia dal 1° luglio 2026: TFR al fondo se non scegli
Per chi viene assunto dal 2026, se al momento dell'assunzione non viene espressa una scelta, il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione previsto da accordi o contratti collettivi (anche territoriali o aziendali).
La Legge di Bilancio 2026 introduce cambiamenti significativi per il TFR, principalmente per i neoassunti: dal 1° luglio 2026 scatta il meccanismo del silenzio-assenso, che destina automaticamente il TFR al fondo pensione di categoria se il lavoratore non esprime una scelta entro 60 giorni dall'assunzione. Inoltre, dal 1° gennaio 2026 si amplia l'obbligo di versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS per i datori di lavoro che raggiungono i 50 dipendenti, con un periodo transitorio per le aziende con almeno 60 dipendenti nel 2026-2027.
Quali sono le novità per il fondo pensione nella Legge di Bilancio 2026?
A partire dal 2026 il plafond fiscale entro il quale è possibile portare in deduzione ai fini IRPEF la somma dei contributi soggettivi e datoriali, destinati alla previdenza complementare, passerà dagli attuali 5.164,57 euro a 5.300 euro.