Dal 1° gennaio 2026, le pensioni in Italia subiscono un adeguamento all'inflazione con una rivalutazione provvisoria del +1,4%, che porta il trattamento minimo a circa €611,85 mensili. Le novità includono la fine di Quota 103 e Opzione Donna, piccoli tagli IRPEF per redditi medi, e l'aumento dei requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne).
Quali sono le novità per le pensioni anticipate dal 2026?
Le novità principali sulle pensioni anticipate 2026 includono la fine di Quota 103 e Opzione Donna, un progressivo innalzamento dei requisiti per i contributivi puri (età e importo minimo), l'allungamento della finestra mobile (attesa per l'erogazione) e il mantenimento del "Bonus Giorgetti" (incentivo a lavorare anche se si è in pensione anticipata). Si conferma la Pensione Anticipata Ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, senza età minima) ma con finestre di attesa più lunghe e con requisiti sempre più stringenti per i più giovani.
Nessuna modifica, dunque, per il 2026: i requisiti di accesso alle pensioni di vecchiaia e anticipate restano gli stessi del 2025 (per la vecchiaia 67 anni di età e 20 di contributi, per l'anticipata 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne).
Quali sono le ipotesi per la pensione a 64 anni nel 2026?
La riforma pensioni a 64 anni in Italia riguarda la Pensione Anticipata Contributiva, un'opzione per lavoratori interamente nel sistema contributivo (dal 1996) o misto, che nel 2026 vedrà l'età salire a 64 anni (con adeguamento automatico), ma richiede almeno 20 anni di contributi e un importo dell'assegno minimo (circa 3 volte l'assegno sociale, circa 1.620€ nel 2026) per uscire prima dei 67 anni, potendo integrare con fondi pensione o TFR per raggiungere la soglia.
importo minimo dell'assegno pari a 3 volte l'assegno sociale oppure 2,8 volte per le donne con 1 figlio e 2,6 volte per le donne con almeno 2 figli( dal 2030 l'importo soglia salirà a 3,2 volte)