Cosa cambia tra le tre edizioni dei Promessi Sposi?
Domanda di: Mauro De rosa | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2026 Valutazione: 4.2/5
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Le tre edizioni dei Promessi Sposi (la "brutta copia" Fermo e Lucia, la Ventisettana del 1827 e la Quarantana del 1840-42) differiscono principalmente per struttura narrativa, lingua e stile, con Manzoni che passa da una prima stesura più frammentata e in lingua mista a una versione finale più coesa, psicologicamente approfondita e linguistically basata sul fiorentino colto per creare un italiano nazionale. Le modifiche più significative riguardano il passaggio dal "Fermo e Lucia" al titolo definitivo, la riduzione delle digressioni, l'approfondimento dei personaggi (come l'Innominato) e la riscrittura linguistica per eliminare francesismi e lombardismi, arrivando alla versione che studiamo oggi.
Nella riscrittura le digressioni sulla lingua, sulla storia, sulla morale, sul costume si rapportano in modo più funzionale a un unico disegno narrativo e le vicende dei due protagonisti seguo- no il loro ordine cronologico, diventando simmetriche.
La Quarantana è l'edizione del 1840 dei Promessi sposi, la seconda e definitiva stesura del romanzo più celebre della nostra letteratura che impegnò il suo autore in un lavoro di revisione e riscrittura lungo più di vent'anni.
Qual è la differenza tra la ventisettana e la quarantana?
Se con la "Ventisettana" lo scrittore presenta un romanzo indirizzato al pubblico milanese, con la "Quarantana" realizza l'ambizioso progetto di parlare a un pubblico italiano.
Quali sono le tre versioni de "I Promessi Sposi" di Manzoni?
Una prima stesura (1821-23) del “Fermo e Lucia” (titolo convenzionalmente ripreso da un appunto presente sul manoscritto); Una seconda stesura (1823-27) pubblicata con il titolo di “Gli sposi Promessi” nel 1827; La revisione e stesura definitiva de “I Promessi Sposi”, portata a termine fra il 1827 e il 1840.