Con il termine cuore d'atleta si fa riferimento ai normali cambiamenti del cuore in soggetti che praticano attività fisica aerobica a livelli agonistici (per esempio corsa o ciclismo molto intensi) e sollevamento pesi molto intenso. Il cuore è più grande. Le pareti cardiache sono ispessite.
Il cuore, comprese le valvole, nello sportivo funzionano normalmente. Non si registra un aumento del rischio di infarto o di altri disturbi cardiaci. Non si avvertono sintomi di alcun tipo, tanto che la diagnosi di cuore d'atleta viene in genere formulata in caso di visite mediche condotte per altre cause.
Il cuore allenato aumenta la GS rispetto ai valori di riposo in misura superiore a quella del cuore di un soggetto sedentario; infatti a parità d'intensità dell'esercizio la FC nell'atleta è sempre largamente inferiore a quella del sedentario (bradicardia relativa durante lo sforzo).
Quanto deve essere il battito cardiaco di un atleta?
In media si considera che un atleta non molto allenato abbia una frequenza cardiaca a riposo di 60-80 battiti al minuto (bpm) mentre uno allenato di 40-50 bpm.
L'insorgenza della bradicardia negli atleti è stata da sempre attribuita ad un aumento dell'attività del nervo vago del sistema nervoso parasimpatico che controlla il ritmo cardiaco insieme al sistema simpatico: il primo lo rallenta e il secondo lo accelera.