La pensione di reversibilità, del defunto coniuge già coniugato, o la pensione indiretta, ossia la pensione ai superstiti del coniuge deceduto, non ancora pensionato, non subisce nessun taglio nel 2023, se il pensionato non supera 21.985,86 di euro di reddito personale.
A seguito delle misure introdotte dall'esecutivo, infatti, dall'inizio di quest'anno andrà applicato un aumento complessivo dell'8,8%, composto da una rivalutazione piena del 7,3%, cui si aggiunge un ulteriore 1,5% come misura straordinaria una tantum per il 2023, che passerà al 2,7% nel 2024.
Quali sono le novità sulla pensione di reversibilità?
Qual è il minimo della pensione di reversibilità 2023
Per l'anno corrente il trattamento minimo dell'assegno della pensione ai superstiti è stato fissato a 524,34 euro mensili. Dunque, secondo i nostri calcoli fatti in precedenza, questa aumenterà dal 1° gennaio 2023 fino a raggiungere i 570 euro.
Il minimo, in base alla perequazione 2023, risulta infatti pari a 563,74 euro (7.328,62 euro annui), come ribadito dalla Circolare INPS n° 135 del 22-12-2022. L'INPS riconosce l'integrazione al minimo su tutte le prestazioni previdenziali dirette ed indirette, nel rispetto di specifici limiti di reddito.
Quando viene aumentata la pensione di reversibilità?
A causa di rincari dei beni al consumo a novembre il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto che lancia la rivalutazione a partire da gennaio 2023, ossia il 7,3%. Ad essere oggetto di questa rivalutazione anche la pensione di reversibilità.