, con la sua pinna atrofica, ancora una volta ci insegna che la diversità non è debolezza, ma un ostacolo da superare con i mezzi a propria disposizione, e Dory, con la sua smemoratezza, ci insegna che nonostante la sua memoria precaria, il cuore sa sempre dove andare.
– di conoscere quell'universo sconosciuto è irrefrenabile, così come lo è il bisogno di mostrare a se stesso e a suo padre di essere autonomo, capace di cavarsela da solo, nonostante la sua pinna speciale.
“Zitto e nuota, nuota e nuota”. Con queste celebri parole, Dory insegna che nella vita non è concesso arrendersi, mai. Non bisogna chiedersi quanto manca alla meta né come sarà il percorso per raggiungerla, ma godersi il viaggio ed imparare sempre qualcosa di nuovo.
Il nome del piccolo co-protagonista significa "nessuno" in latino, ma è soprattutto un riferimento a uno dei più famosi eroi dei romanzi d'avventura: ovviamente, il Capitano Nemo, che sonda i fondali oceanici con il suo sottomarino Nautilus in "Ventimila leghe sotto i mari" di Jules Verne.
sulla smemoratezza cronica di Dory, abbia voluto con questo secondo film sensibilizzare bambini e fa- miglie su quella che è un'emergenza sanitaria e sociale: l'Alzheimer.