Domanda di: Ing. Noah Benedetti | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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Quali sono le conseguenze da carenza di vitamina D? Visto il suo ruolo nel mantenere la salute ossea, tra le conseguenze dell'ipovitaminosi D vi sono patologie legate al metabolismo osseo, come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi.
La causa più comune è la mancanza di esposizione alla luce solare, in genere quando la dieta è carente di vitamina D, ma la carenza può essere causata anche da certe malattie. In assenza di una quantità sufficiente di vitamina D, si manifestano dolori osteo-muscolari, debolezza muscolare e fragilità ossea.
Le principali conseguenze della carenza di vitamina D nell'essere umano sono: rachitismo: nei soggetti di giovane e giovanissima età; osteomalacia: negli adulti; osteoporosi, negli individui in terza età - soprattutto nelle donne in menopausa.
Dalla dieta invece possiamo ottenere solo un piccolo aiuto per aumentare i livelli di vitamina D: tra i cibi che ne sono più ricchi ci sono alcuni pesci con elevato contenuto di grassi (come il salmone), l'olio di pesce, il tuorlo d'uovo o alcuni alimenti addizionati, come latte e cereali.
Quanto tempo ci vuole per far salire la vitamina D?
In linea generale per l'integrazione di vitamina D, come per qualunque altra forma di integrazione, è necessario un trattamento minimo di 2-3 mesi, che può prolungarsi anche fino a 6, per stabilizzare una positiva risposta dell'organismo.