L'amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera, nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell'ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente.
L'amore, a cui Agostino si dedicò in particolare durante i suoi anni di vescovato, tende per natura ad unire, cioè all'Uno. La radice dell'amore, quindi, è l'unione con Dio attraverso la quale nasce e si nutre l'amore, che, ponendosi come centro della morale e della volontà, non può che generare il bene.
“Non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo amarli in Colui che non si può perdere.” “La vera potenza di Dio consiste non nell'impedire il male, ma nel saper trarre il bene dal male.” “Chi non è geloso non ama.”
“Dilige et quod vis fac”, ama e fà quello che vuoi. Sant'Agostino si esprime così nel contesto dell'esposizione della prima lettera di Giovanni. Questa frase potrebbe essere intesa malamente, nel senso che uno potrebbe fare quello che vuole, anche ciò che è peccato o non è conveniente, con la scusa che ama.
Agostino: “La misura dell'amore è amare senza misura“. Don Tonino Bello parlando di quel “senza misura” scrive: “È un latino semplice, che vuol dire amore senza limite. Anzi, per essere più fedeli alle parole, bisognerebbe tradurre così: amore senza moderazione, smodato, sregolato… senza freni, senza ritegno“.