Voltaire predica, al posto di tanta inutile violenza, la carità poiché "là dove manca la carità la legge è sempre crudele" mentre "la debolezza ha diritto all'indulgenza". "La tolleranza è una conseguenza necessaria della nostra condizione umana. Siamo tutti figli della fragilità: fallibili e inclini all'errore.
L'Unesco sostiene che l'educazione alla tolleranza dovrebbe aiutare i giovani a sviluppare una propria capacità di pensare in modo critico ed etico, quindi educare ad essa dovrebbe mirare a prevenire l'emarginazione e la discriminazione (considerate forme comuni di intolleranza).
Voltaire sostiene il concetto di deismo, concezione filosofica tipica degli illuministi, i quali considerano Dio come l'autore dell'universo, grande architetto dell'universo e macchina perfetta in grado di autoregolarsi (meccanicismo di Cartesio).
Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, ...
Qual è il messaggio conclusivo del Candido di Voltaire?
Il romanzo filosofico più significativo di Voltaire è “Candido”, composto nel 1759, che presenta come tema centrale la satira contro l'ottimismo e la pretesa umana di raggiungere verità assolute in un mondo dove invece tutto è relativo.