Platone considerava l'amicizia (philia) una relazione seria e profonda tra persone virtuose, basata sulla condivisione di valori e sul miglioramento reciproco, spesso esplorata nel dialogo giovanile Liside. Non è solo attrazione, ma una necessità che nasce dalla reciproca attrazione verso il bene e dalla condivisione, definita talvolta come una "disperazione dei tesori accumulati".
Platone, in età giovanile, ha dedicato un breve dialogo all'amicizia: il Liside. In esso il filosofo mette in luce come l'amicizia sia una forma di desiderio che arreca arricchimento in chi la possiede.
Non esiste una singola frase universalmente considerata "la più famosa", ma tra le più celebri e rappresentative del suo pensiero ci sono: "Conosci te stesso" (ereditata da Socrate e centrale nella sua filosofia), "L'inizio è la parte più importante del lavoro" (dalla Repubblica) e "L'ignoranza è la causa di ogni male" (dal Protagora), oltre alla potente allegoria della caverna che descrive la realtà come ombra della verità.
Non esiste una singola frase "più bella", ma molte significative, come quella di Francis Bacon che dice "L'amicizia raddoppia le gioie e divide in due le sofferenze", o quella di Elbert Hubbard: "Un amico è qualcuno che sa tutto di te e ancora ti ama", e ancora di Ralph Waldo Emerson: "L'amico è la persona davanti alla quale posso pensare ad alta voce", sottolineando la libertà e la comprensione reciproca. Altrettanto celebre è l'idea che "La vera amicizia resiste al tempo, alla distanza e al silenzio" (Isabel Allende).
Come ha detto il filosofo greco Aristotele, gli dei non hanno bisogno di amici perchè bastano a se stessi, l'uomo invece in quanto animale politico fatto per vivere nella polis non è autosufficiente e raggiunge l'autosufficienza soltanto grazie all'amicizia.