Domanda di: Sig. Orfeo Lombardo | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Un rumore è considerato molesto quando supera la normale tollerabilità (art. 844 c.c.), disturbando la quiete o il riposo, specialmente se ripetuto, intenso e avvertito da più persone. La soglia di tollerabilità è generalmente fissata in un aumento di 3-5 dB rispetto al rumore di fondo, con maggiore severità nelle ore notturne.
Il rumore è considerato molesto se supera la soglia di tollerabilità, fissata a 3,5 decibel. E' possibile avere un risarcimento dei danni, portando in Tribunali le prove del disagio psico-fisico subito.
Nel contesto condominiale, si parla di rumori molesti ogni volta che le immissioni acustiche provenienti da una o più unità abitative superano la soglia della normale tollerabilità, arrecando disturbo alla quiete pubblica o privata.
la perizia fonometrica, disposta dallo stesso tribunale, che rappresenta la prova primaria dell'eventuale suono molesto. Viene eseguita da un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) nominato dal giudice che, tramite un apposito fonometro registratore, verifica che il rumore sia oltre la normale tollerabilità.
Nel caso in cui la produzione di rumori molesti e illeciti costituiscano reato penale, può esserci un arresto fino a 3 mesi oppure un'ammenda fino a 309€. Per chi svolge un mestiere rumoroso che va contro la legge e le disposizioni delle autorità, l'ammenda da 103 a 516 € (articolo 659 del Codice Penale).