Domanda di: Dr. Marina Ricci | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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ipoclorito di sodio, disponibile sul mercato in concentrazioni che variano tra l'1,5 e il 15%, ha un'azione disinfettante efficiente contro batteri, virus, muffe e spore anche a basse concentrazioni. È comunemente conosciuto anche con il nome di candeggina o varechina (3-5%), euclorina, amuchina (1,5%).
Cosa occorre fare per rendere più efficace una disinfezione?
La sanificazione consta di due fasi in successione (detersione e disinfezione), un'efficace disinfezione presuppone sempre un'accurata detersione, solo in casi eccezionali e in ambienti poco insudiciati si possono associare detersione e disinfezione in un'unica fase.
Le indicazioni dell'OMS suggeriscono l'uso di prodotti normalmente utilizzati nella pulizia e disinfezione anche in epoca pre-COVID, come la comune candeggina allo 0,1% o l'alcol alla concentrazione del 70%.
Cosa disinfetta di più la candeggina o l'ammoniaca?
L'ammoniaca in commercio è un composto di azoto che viene sempre diluito in una soluzione acquosa. Il suo odore è più pungente rispetto alla candeggina. Non è adatta per disinfettare, ma è perfetta per rimuovere a fondo lo sporco grazie alla sua azione sgrassante.
Di solito, è sufficiente pulire con cura la ferita, partendo dall'interno e poi andando verso l'esterno, con una garza imbevuta di acqua ossigenata o di un altro disinfettante. Occorre poi coprire la lesione con un cerotto, facendo attenzione che la parte adesiva non venga a contatto con la ferita.