Cosa fa il farmacista con la ricetta bianca?

Domanda di: Dr. Mercedes Cattaneo  |  Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2026
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Il farmacista accetta la ricetta bianca (cartacea o digitale) per farmaci a totale carico del cittadino (fascia C), verificando la validità (solitamente 6 mesi per 10 volte se ripetibile, 30 giorni se non) e la firma del medico. Dispensa il farmaco, spesso annotando la vendita o trattenendo la ricetta se non ripetibile, e può gestire richieste digitali.

Come funziona la ricetta bianca?

La cosiddetta ricetta “bianca” a prescindere dal reale colore della carta, differisce da quella rossa in quanto viene compilata dal medico sul proprio ricettario personale per prescrivere medicinali di Fascia C, ovvero non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ma completamente a carico dell'assistito.

Che fine fanno le ricette bianche?

Se, dunque, il Parlamento dovesse approvare la norma, dal 1° gennaio 2025 la ricetta bianca diventerà dematerializzata a regime. La novità interessa soprattutto i medici e gli odontoiatri liberi professionisti che solitamente rilasciano ricette bianche con prescrizione di farmaci a carico del cittadino.

Che differenza c'è tra impegnativa rossa e impegnativa bianca?

La differenza principale è che la ricetta rossa (o elettronica) serve per farmaci e prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), con costo parziale o totale a carico dello Stato, mentre la ricetta bianca è per farmaci e visite a completo carico del cittadino, non rimborsabili, e può essere prescritta da qualsiasi medico abilitato, anche privato. La ricetta rossa usa il ricettario regionale, la bianca il ricettario personale del medico, ma oggi entrambe sono spesso dematerializzate elettronicamente.
 

Come si fa a capire se una ricetta bianca è ripetibile?

La ripetibilità della prescrizione è indicata sulla confezione dalla frase "Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica".

PRIMO GIORNO CON LA RICETTA BIANCA