Se il convivente non vuole lasciare casa, non si può agire con la forza (cambiare serrature o cacciarlo), ma bisogna avviare una procedura legale: inviare una diffida formale per la liberazione dell'immobile e, se non ottemperato, chiedere al giudice un provvedimento di rilascio forzato (azione di rilascio o restituzione), che può portare all'intervento dell'ufficiale giudiziario; è fondamentale l'assistenza di un avvocato per gestire correttamente la situazione, specialmente se ci sono figli minori o se la casa è in comproprietà.
Quanto tempo ha un convivente per lasciare la casa?
In linea con il principio di protezione della convivenza more uxorio, il convivente non può essere costretto a lasciare l'abitazione da un giorno all'altro. Similmente a una locazione, l'ex partner è tenuto a concedere un periodo congruo per la ricerca di una nuova sistemazione.
Se il convivente rifiuta di lasciare la casa nonostante non abbia alcun diritto a rimanervi, il proprietario ha la possibilità di chiedere l'intervento del giudice. Il tribunale può emettere un provvedimento di rilascio forzato dell'abitazione, obbligando l'ex convivente a lasciare l'immobile.
Il proprietario può avviare un'azione di rilascio o di restituzione dell'immobile dando atto al giudice della cessazione della convivenza. Ottenuto l'ordine di rilascio la procedura prevede l'intervento dell'ufficiale giudiziario e, se necessario, delle forze dell'ordine, affinché la persona venga allontanata.
Chi deve lasciare la casa in caso di separazione senza figli?
Da ciò deriva quindi che in caso di separazione tra i coniugi in assenza di figli la casa coniugale resta nella disponibilità piena del legittimo proprietario (che può essere il marito o la moglie).