Se un'azienda è in crisi e rischia il fallimento (o la liquidazione giudiziale), è fondamentale agire tempestivamente: per l'imprenditore, esplorare la composizione negoziata della crisi per risanare, o preparare il deposito in Tribunale. Per i dipendenti, il Fondo di garanzia INPS tutela TFR e ultime retribuzioni in caso di insolvenza accertata.
Se i soldi dell'azienda non sono sufficienti può intervenire l'INPS con il fondo di garanzia che pagherà direttamente le quote che mancano. Quindi il TFR è garantito e non lo perdi ma la procedura per coinvolgere curatore e INPS può essere molto lunga anche anni. Quindi bisogna armarsi di tanta pazienza.
Requisiti oggettivi per la dichiarazione di fallimento: limite generale dell'ammontare dei debiti. Infine dall'art. 15 comma 9 della Legge Fallimentare è previsto un ulteriore requisito oggettivo: quello dell'ammontare complessivo dei debiti scaduti e non pagati che deve essere necessariamente superiore ad € 30.000,00.
Tuttavia, se l'azienda fallisce, il dipendente potrebbe non ricevere il TFR. In questi casi, interviene il Fondo di garanzia Inps, che tutela i lavoratori pagando il TFR e le ultime tre mensilità non saldate, sostituendosi al datore di lavoro insolvente. Scopriamo come funziona e quali sono i requisiti per accedervi.
Omesso versamento contributi: in caso di fallimento il credito del lavoratore è privilegiato. In caso di fallimento del datore di lavoro, le quote di contributi a carico del lavoratore trattenute dal datore devono essere corrisposte al lavoratore con collocazione privilegiata, ai sensi dell'art. 2751-bis c.c. n. 1.