Se l'Italia entrasse in guerra, le forze armate regolari (esercito, marina, aeronautica, carabinieri) sarebbero attivate. Il ripristino della leva obbligatoria per i civili tra i 18 e i 45 anni avverrebbe solo in caso di estrema necessità, tramite decreto del Presidente della Repubblica. I volontari e gli ex militari avrebbero la priorità di chiamata.
Solo in ultima istanza verrebbero chiamati i civili, che verrebbero selezionati solo in caso di conflitto che vedrebbe direttamente coinvolto il nostro Paese. A essere chiamati sarebbero i cittadini tra i 18 e i 45 anni giudicati idonei dalle commissioni mediche, secondo quanto stabilito dalle liste di leva.
Che cosa accadrebbe in caso di stato di guerra Secondo l'analisi di esperti e fonti normative: Prima di tutto verrebbero coinvolte le Forze armate regolari: Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri. Questi organismi sono la prima linea della difesa nazionale.
L'Italia non compare in nessuna lista dei Paesi sicuri in caso di guerra nucleare. E non è solo per la posizione geografica. Sul nostro territorio ci sono diverse basi militari NATO, alcune delle quali ospitano armi atomiche statunitensi.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici".